Novità

Di Maria Grazia Mura e Roberta Ponzeveroni
Erickson editore

Numerose ricerche sull’innovazione scolastica hanno messo in luce quanto la qualità degli ambienti incida sulla qualità dell’esperienza educativa. Il Paesaggio di Apprendimento è un insieme ricco di senso che scardina la centralità dell’aula e si lega alla diversa concezione delle relazioni spaziali che si instaurano dentro e attorno all’edificio scolastico. Non si tratta solo di estetica o funzionalità, ma di un equilibrio più profondo tra forma e intenzione pedagogica.

Il libro presenta l’esperienza della Rete di scuole Senza Zaino, dove — grazie all’integrazione tra innovazione didattica e organizzativa – l’ambiente scolastico si trasforma in un vero Paesaggio di Apprendimento, nel quale gli spazi fisici e sociali si aprono alla creatività, alla collaborazione e alla partecipazione attiva.

I proventi derivati dalla vendita del libro sono interamente destinati a finanziare le attività della rete Senza Zaino.

Ambienti per una scuola comunità

Un insieme di proposte innovative per la scuola primaria e secondaria: l’AULA è pensata come un ambiente aperto che fa SISTEMA con l’outdoor space learning e con il connettivo; la BIBLIOTECA SCOLASTICA è pensata per usi polifunzionali legati alla lettura, la discussione, al debate, alla stesura di testi scritti; l’ATRIO è un ambiente che favorisce la relazione, un luogo ricco di significati e possibilità dove trovare aree al tavolo, aree informali di sosta e gioco, agorà, arredi fortemente connotati con valenza simbolica.

L’insieme è allestito come PAESAGGIO DI APPRENDIMENTO aperto all’innovazione, accogliente e funzionale, dove tutti gli spazi sono ricchi di significato e di opportunità.

Benvenuto

Il mio lavoro si sviluppa attorno a un ambito specifico e strategico dell’architettura contemporanea: la progettazione, la consulenza e la docenza sugli ambienti di apprendimento.

La mia attività professionale nasce dall’idea che gli ambienti educativi non siano semplicemente contenitori funzionali, ma veri e propri strumenti pedagogici capaci di influenzare il modo in cui le persone apprendono, collaborano, crescono e sviluppano il proprio pensiero critico.

Il mio approccio progettuale si fonda su una visione interdisciplinare dell’architettura, ormai comprovata e consolidata dal mondo della ricerca, per cui progettare uno spazio educativo significa comprendere il rapporto tra spazio, apprendimento, relazioni sociali e benessere delle persone.
Da questa visione deriva la scelta di metodi di lavoro fondamentalmente collaborativi: la progettazione architettonica diventa un processo di ascolto, analisi e costruzione comune dei bisogni di studenti, docenti, educatori e istituzioni.

La mia attività si sviluppa su due direttrici principali.
La prima è la progettazione architettonica e degli arredi. In questo ambito mi occupo della concezione e dello sviluppo di spazi educativi contemporanei: ambienti universitari, laboratori didattici, biblioteche, spazi di apprendimento informale e soprattutto scuole di ogni grado.
In particolare, vorrei sottolineare che l’esperienza mi ha portato a definire e approfondire le peculiarità e le caratteristiche legate ai diversi gradi di scuola, dallo 0-3 alla secondaria, che richiedono risposte spaziali diverse e mirate alle diverse esigenze fisiche, relazionali e pedagogiche per far sì, ad esempio, che il concetto di “accoglienza” o di “flessibilità” non rimanga un valore astratto ma si differenzi concretizzandosi nelle diverse realtà affrontate.
Ho sviluppato particolare esperienza anche nella progettazione degli arredi, che svolgono un ruolo fondamentale per la creazione di ambienti di apprendimento capaci di generare benessere e di rispondere alle esigenze didattiche contemporanee, in continua evoluzione.
Ogni progetto prende forma attraverso un percorso che nasce dall’ascolto. L’osservazione delle pratiche quotidiane, i workshop partecipativi e il confronto con insegnanti e dirigenti scolastici permettono di comprendere i bisogni della comunità educante e di trasformarli in ambienti adeguati.

Accanto all’attività di progettazione, la ricerca e la formazione rappresentano la seconda dimensione del mio percorso professionale. Condivido l’impegno nella diffusione della cultura dell’architettura educativa attraverso seminari, workshop e percorsi di formazione rivolti a docenti, dirigenti scolastici, progettisti e professionisti del settore. A questo si affianca un’attività editoriale, con contributi pubblicati su riviste e piattaforme specializzate.
Il mio lavoro non riguarda solo l’aspetto tecnico della progettazione, ma soprattutto vuole costruire consapevolezza attorno al ruolo degli ambienti educativi e capacità di saperli gestire e utilizzare.
In questo campo è stata rilevante la collaborazione con INDIRE, che da anni studia il rapporto tra didattica e architettura, e il ruolo di consulente per la Rete Senza Zaino, che propone modelli di scuola innovativi.

Credo in un’architettura capace di generare qualità educativa, benessere sociale e innovazione culturale. Progettare significa dare forma a spazi che non si limitano a rispondere a esigenze funzionali, ma diventano luoghi vivi, capaci di sostenere i processi di apprendimento, favorire le relazioni e accompagnare le trasformazioni della scuola contemporanea.
Credo in un’architettura che non si limita a ospitare l’educazione, ma contribuisce a costruirla.

Pubblicazioni web

Abitare La Scuola, realizzato per INDIRE, presenta una galleria di scuole di qualità, che indicano soluzioni esemplari e modelli a cui ispirarsi: scuole Montessori, esperienze di Reggio Children, scuole Steineriane, scuole Senza Zaino, scuole finlandesi.

Lo spazio scolastico come parte essenziale del setting educativo, il dialogo architettura-pedagogia, la partecipazione della comunità-scuola alla progettazione e alla strutturazione degli spazi, l’edificio scolastico come occasione educativa per la sostenibilità ambientale, sono i temi più rilevanti.

Tutte le esperienze sono commentate e illustrate attraverso immagini e fotografie.

Abitare la scuola si propone di mostrare la non inesorabilità di questo stato di cose: attraverso la presentazione di casi interessanti, percorribili con diverse disponibilità di risorse, il progetto intende presentare i casi felici in cui lo spazio scuola è, grazie all’intervento illuminato di progettisti e finanziatori, uno spazio di qualità, parte esso stesso del progetto educativo.

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